SE HAI UNA MOTO, HAI UNA STORIA DA RACCONTARE...

BENVENUTI NEL MIO MOTOTURISMO.... "I VIAGGI DEL LUPO" Romualdo Fuso

COME NASCE L'APPELLATIVO "Il Lupo"

Castelluccio di Norcia 29.01.2003 giorno del mio 48° compleanno, al mio arrivo nella piazza del paese deserto, fra cumuli incredibili di neve e ghiaccio con la strada scavata da sembrare una trincea, aprendo la porta del suo bar mi accoglie Benedetto 75 anni con queste parole:
"DU VAI FIU MIA CO LA MOTO, MANCO LU LUPU CAMINA OGGHI"
Il termometro segnava 22 gradi sotto zero. Da allora l'effigie di un lupo fa bella mostra di se sulla mia moto.

INTRODUZIONE:

10 Gennaio 2011
Dopo 600.000 km e 31 anni dedicati al turismo in moto, a muovermi oggi è la stessa passione di allora. E' quel qualcosa che mi porto dentro, il pensiero di una piega in curva, di un panorama in contemplazione, di un passo di montagna valicato mi emozionano talmente tanto da tenermi sveglio la notte prima della partenza. Sempre pronto a nuove avventure, a nuove scoperte oppure forse alla ricerca di me stesso, di quella libertà che solo la moto sa offrirmi. Più difficile è l'avventura, infinita la soddisfazione per la riuscita. Ben vengano pioggia, sole, vento, neve, mai un passo indietro questa è la vera forza del "lupo". Questo blog inaugurato i primi di Gennaio dell'anno 2011 è il completamento dei miei giri in moto, è il modo per trasmettere a voi amici mototuristi le mie sensazioni. Sarà in futuro il bastone per la mia vecchiaia, quando la legge del tempo mi impedirà di cavalcare una moto troverò consolazione rileggendo ciò che ho fatto con infinita passione.

BUONA VISIONE

SULLE ORME DI SAN FRANCESCO (1182-1226)


I SANTUARI FRANCESCANI DELLA VALLE REATINA.

Nella storia del Francescanesimo grande importanza ha avuto la valle di Rieti  coi suoi quattro Santuari; Greccio, Fonte Colombo, Poggio Bustone, La Foresta luoghi pregni di religiosità costruiti su territori isolati ma collegati tra loro da belle strade ideali per un giro in moto. Seguitemi perchè oggi insieme alla mia GS andremo a scoprirli.


Dopo Foligno e Spoleto salgo veloce al valico della Somma macinando i circa 100 km. che mi separano da Greccio. Arrivo sulle rampe che salgono al Santuario di buon mattino nel momento in cui il sole inizia ad illuminarlo mostrandomelo in tutto il suo splendore grazie alla posizione a strapiombo sul fianco della montagna. La suggestione mi pervade al pensiero che 8 secoli fa il mio illustre concittadino Francesco ha calcato questo luogo. Fra cunicoli stretti ed angusti osservo la Cella dove dormiva e termino la mia visita davanti alla Grotta della natività dove la notte di Natale del 1223 il Santo rievocò la nascita di Gesù con personaggi viventi istituendo la tradizione del presepe. Da allora il Santuario di Greccio venne soprannominato la nuova Betlemme.



Un veloce tragitto con un ultimo tratto di belle curve mi porta prima a Contigliano e poi all'Eremo di Fonte Colombo dove Frate Francesco intorno all'anno 1220 scrisse la regola dell'Ordine Francescano approvata 3 anni dopo dal Papa Onorio III°. Si narra che il nome del Santuario derivi dal fatto che nel luogo era presente e lo è tuttora una fonte dove, in una delle sue prime visite, vide dissetarsi dei colombi, in loro onore chiamò quel luogo Fonte Colombo.


La mia meta è ora Poggio Bustone, oltrepasso la piana reatina dirigendomi verso le curve che salgono a Rivodutri e in pochi km. raggiungo il paese. Prima di arrivare al Santuario è d'obbligo una sosta ai "Giardini di marzo" per una foto sotto la statua dell'indimenticato Lucio Battisti visto che qui è nato ed è con questo monumento che i suoi concittadini lo ricordano.

"Buon giorno buona gente" così San Francesco salutò gli abitanti di Poggio Bustone ell'estate del 1209 quando coi suoi confratelli, non trovando risorse per l'ordine francescano nella sua terra, decise di recarsi a predicare nella valle reatina prendendo dimore nell'Eremo sopra il paese. I visitatori che entrano per vedere dove il Santo dimorava trovano ancora il cartello col suo famoso saluto.



Mi accingo ora a raggiungere l'ultimo Santuario dei quattro, La Foresta. La strada è stretta e divertente con scorci panoramici unici come il paese di Cantalice. Poco dopo, tra boschi lussureggianti  appare l'Eremo contornato da campi coltivati dai ragazzi della comunità di recupero di "Mondo X" che oggi vi risiedono. Qui San Francesco dimorò 50 giorni nel 1225 per curare gli occhi da un apprezzato medico del luogo. Visito il Sacro Speco e il letto di pietra dove il Santo, ospite dell'eremita del posto, dormiva e il grazioso chiostro adibito a giardino dai ragazzi della comunità che nel frattempo curiosi sono venuti a salutarmi.



La parte religiosa della giornata è terminata manca solo il ritorno che dedico completamente al piacere dell'andare in moto risalendo la strada che porta al Monte Terminillo. I 25 km. sembrano disegnati per i motociclisti, li percorro a velocità sostenuta settando la modalita dinamica sulla mia GS per gustarmi ancora di più la potenza che il motore sprigiona. Conto di oltrepassare Sella di Leonessa posta a 1900 mt. per raggiungere Monteleone di Spoleto e casa ma una sorpresa mi aspetta, i lati della strada sono ancora innevati fino a che, prima del passo, muri di neve da ogni parte ostruiscono il passaggio. Se da una parte resto interdetto dovendo per forza tornare indietro, dall'altra sono felice ancora una volta la natura riesce a stupirmi regalandomi paesaggi incomparabili oggi più graditi perchè inaspettati.



Dopo una lunga sosta in contemplazione, sulla via del ritorno, mi concedo un gelato alla Cascata delle Marmore e poi a casa pieno di gioia pensando che trà sacro e profano anche oggi ho trascorso un'altra indimenticabile giornata in sella alla mia compagna d'avventure