SE HAI UNA MOTO, HAI UNA STORIA DA RACCONTARE...

BENVENUTI NEL MIO MOTOTURISMO.... "I VIAGGI DEL LUPO" Romualdo Fuso

COME NASCE L'APPELLATIVO "Il Lupo"
Castelluccio di Norcia 29.01.2003 giorno del mio 48° compleanno, al mio arrivo nella piazza del paese deserto, fra cumuli incredibili di neve e ghiaccio con la strada scavata da sembrare una trincea, aprendo la porta del suo bar mi accoglie Benedetto 75 anni con queste parole:
"DU VAI FIU MIA CO LA MOTO, MANCO LU LUPU CAMINA OGGHI"
Il termometro segnava 22 gradi sotto zero. Da allora l'effigie di un lupo fa bella mostra di se sulla mia moto.

INTRODUZIONE:

10 Gennaio 2011: Da una grande idea di mio figlio nasce questo blog, da quel giorno posso raccontare e documentare i miei viaggi in moto e lo slancio con cui vengono affrontati. A muovermi oggi è la stessa passione di 40 anni fa, è quel qualcosa che mi porto dentro, il pensiero di una piega in curva, di un panorama in contemplazione, di un passo di montagna valicato mi emozionano talmente tanto da tenermi sveglio la notte prima della partenza. Sempre pronto a nuove avventure, a nuove scoperte oppure forse alla ricerca di me stesso, di quella libertà che solo la moto sa offrirmi. Più difficile è l'avventura, infinita la soddisfazione per la riuscita. Ben vengano pioggia, sole, vento, neve, mai un passo indietro questa è la vera forza del "lupo". Questo blog è il completamento dei miei giri in moto, è il modo per trasmettere a voi amici mototuristi le mie sensazioni. Sarà in futuro il bastone per la mia vecchiaia, quando la legge del tempo mi impedirà di cavalcare una moto troverò consolazione rileggendo ciò che ho fatto con infinita passione.

Percorrenza in moto dal 1981 al 2025: km. 960.000

BUONA VISIONE

Visualizzazione post con etichetta Anno 2020. Mostra tutti i post
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PRESEPE DI LUCE

Dalla magia di Assisi.....  Buon Natale            23  Dicembre 2020


Un Natale diverso quest'anno ad Assisi per dare un segno di speranza al mondo, un Natale caratterizzato da un presepe che abbraccia, con segni di luce tutta la nostra città Serafica. Il presepe di luce attraversa le strtade e le piazze di Assisi, dalla Cattedrale di San Rufino alla Basilica di San Francesco, passando per la Piazza del Comune, con statue a grandezza naturale dislocate nei vari luoghi e un progetto artistico che illumina tutto il percorso guidando i visitatori verso le facciate illuminate con le video proiezioni che ripropongono l'arte degli affreschi di Giotto.






In pratica Assisi si trasforma in una Betlemme di luce dove convivono l'elemento tradizionale del presepe legato alla Natività e l'elemento innovativo della proiezione di luce artistica sui monumenti simbolo della città di San Francesco per rivivere la spiritualità che il Poverello di Assisi ideò la notte di Natale del 1223 nel paese di Greccio.


In moto ho percorso tali vie immortalando i monumenti di Assisi illuminati, godetevi allora il video "PRESEPE DI LUCE" insieme ai miei più cordiali auguri di....  
                                                             Buon Natale 



RODAGGIO GS RALLYE.....

Sulle strade dei Sibillini innevati                       13 Dicembre 2020

Prima le restrizioni del Covid che impedivano di uscire dal proprio comune, poi una settimana di pioggia continua mi hanno impedito di terminare il rodaggio della mia nuova Gs Rallye. Oggi finalmente una giornata limpida e bella che è diventata straordinaria per il fine rodaggio grazie al giro sulle strade dei Monti Sibillini completamente innevati. Salgo da Castelsantangelo sul Nera, finalmente la strada è stata definitivamente riaperta dopo il terremoto del 2016. Non pensavo di vedere tanta neve sul Monte Bove e sul Bicco presumendo allora che più in alto, verso Forca di Gualdo, sicuramente aumenterà. Curioso percorro gli ultimi km. e al valico non so se essere deluso o felice per quello che mi si presenta. La nebbia è di casa da queste parti ma oggi ha una particolarità copre e scopre tutto continuamente in pochi attimi, anche il Vettore e Castelluccio.....     

                                     
Non mi resta che attendere che la temperatura di 0 gradi del mattino si alzi dissolvendo la nebbia, nel frattempo approfitto allora per un piatto di lenticchie e salsicce a Castelluccio. Alla fine del pranzo si avvera ciò che avevo pensato, della nebbia nemmeno l'ombra e un caldo sole splende su tutte le montagne del comprensorio.

Adesso si che è un bel girare, il piacere si unisce ad un'altro piacere incontrando tanti altri motociclisti che come me hanno deciso di girare su queste impagabili strade. 


E il rodaggio e le impressioni? Non me le sono certo dimenticate anche se non c'è molto da dire visto che la moto è la stessa splendida, inimitabile Gs di quelle precedenti con poche modifiche/migliorie che ho spiegato nel mio articolo precedente  con un rumore più cupo allo scarico dovuto al fatto che questa è euro 5. Le differenze invece stanno nel fatto che prima avevo un'Adventure e, se ho perso nel riparo aerodinamico, ho nettamente guadagnato nella gestione di questo modello standard da fermo e a bassa velocità visto il peso inferiore e la minore altezza sella. Ultimo giudizio ero perplesso sulla bellezza estetica di questa Rallye rispetto alla precedente Adventure ma una volta portata a casa non ho avuto più dubbi, niente da invidiare al precedente modello, anzi..... 


Fine rodaggio a Forca di Presta                              17 Dicembre 2020

Domenica  si era fatto tardi, la strada per Forca di Presta era mancata al giro dei Sibillini, oggi ho colmato questa lacuna. 250 km con sole, neve e bassissime temperature, ma questo è il mio ambiente preferito dove ho terminato il rodaggio, testando le ultime peculiarità della mia nuova Rallye di cui, dopo 1100 kilometri, sono particolarmente soddisfatto. Considero questo anche il giro di Natale perchè la pandemia in atto porterà sicuramente nuove restrizioni territoriali nel periodo Natalizio. Intanto domani tagliando aspettando fiducioso che resti la libertà.....


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RITORNO AL PASSATO

Bmw r 1250 gs Rallye                                           01 Dicembre 2020

Dopo 3 Gs Adventure, che per me resta l'icona della categoria, 6 anni e 130.000 km. percorsi era tempo che tornassi ad una GS standard guadagnando così 20/25 kg. sul peso e 2/3 cm. sull'altezza della sella e credetemi con l'età che avanza non è poca cosa..... Per questo oggi, con mia somma soddisfazione, dalla collezione inverno 2020/21 ho portato a casa lei "My new life style" la nuova r 1250 Gs Rallye.

E' pur vero che l'ho agghindata come piace a me arricchendola con telai e valige in alluminio, protezioni motore/paraserbatoio e faretti a led tanto da somigliare ad una Adv. con serbatoio e cupolino di minori dimensioni.

Per quanto riguarda le differenze/migliorie di questo modello 2021 rispetto al precedente oltre che i colori riguardano: il faro anteriore adattivo che con la moto in piega adegua l'inclinazione della luce del fanale illuminando maggiormente la corda della curva, una modalità di guida in più denominata Economy utile per risparmiare carburante, le modalità di guida Dynamic pro ed enduro pro si attivano dal computer di bordo e non più inserendo la chiavetta nella presa sotto la sella, una presa Usb installata sul lato del cruscotto per la ricarica del cellulare, la sella riscaldata, e infine le frecce i cui bordi risultano sempre accesi con quelle posteriori che fungono anche da luci di posizione demandando al faro la sola funzione di stop.

La moto è full-optional con i tre i pacchetti e tutti gli accessori previsti dalla casa madre e non potrebbe essere stato altrimenti visto che quelle inviate ai Concessionari, in questa prima fase di consegne, risultano complete di tutto.

Non mi resta altro che andare a provarla!!!!                                                                                   

LOCKDOWN AUTUNNALE

Assisi e dintorni.....                                           15 Novembre 2020

"Intra Tupino e l'acqua che scende dal colle eletto del Beato Ubaldo, fertile costa d'alto monte pende, di questa costa, là dov'ella frange più sua rattezza, nacque al mondo un Sole, però chi d'esso loco fa parole non dica Ascesi, chè direbbe corto, ma Oriente, se proprio dire vuole".....       

(Divina Commedia, San Francesco canto XI Paradiso....) 


Anche ad Assisi e in Umbria come in tutta Italia, questo maledetto "Covid 19" ha rialzato la testa costringendo il governo ha ripristinare restrizioni più o meno pesanti in tutte le Regioni.  L'Umbria è classificata come zona arancione, ciò permette si spostamenti ma solo all'interno del proprio comune. Non mi resta che prenderne atto e preparare un giro all'interno dei confini comunali che alla fine risulterà di circa 130 km. Poca strada in ogni caso divertente piena di curve e di colori delle foglie d'autunno che donano tinte particolari agli alberi di campagne e montagne di cui il territorio Assisano è ricco, con in più il privilegio della  riscoperta di luoghi, strade e monumenti spesso dimenticati.
 


Da San Francesco a Santa Maria degli Angeli, dalle colline di Col Caprile a Petrignano di Assisi, da Santa Chiara e la Rocca al Castello di Petrata, da San Damiano ad Armenzano e San Presto passando per il Colle del Pardiso, da Rivotorto a San Benedetto e più su sulle stradine del Monte Subasio con il beneficio e la felicità di un panino consumato ammirando le foglie morte sollevate dal vento..... per finire il tour davanti all'Eremo delle Carceri situato in posizione strategica in un canalone denominato "il fosso delle carceri" fra infiniti boschi di leccio. 
Molto di più di quanto potevo immaginare e chiedere a questa giornata di moto.... d'altronde Assisi è sempre una garanzia!!!!


Certo in momenti così difficili le uscite in moto non ricoprono un'importanza fondamentale ma ricordatevi:
 "Non è vero che non si vive senza una moto, è vero invece che senza una moto non si può dire di avere vissuto"


COLORI D'AUTUNNO FRA LUCE E CONTROLUCE.....

Le vigne del Sagrantino                                01 Novembre 2020


Le colline ricoperte da filari di viti i cui tralci colorati si spingono verso il cielo, in lontananza poche case isolate avvolte nel silenzio, le foglie già cadute dagli alberi che ricoprono il terreno.....  dovunque ti giri si sentono i passi lenti dell'autunno che avanza.

Avanza regalandoci colori speciali come quelli delle vigne del Sagrantino nella zona del comune di Montefalco che oggi sono andato a scoprire con la mia moto. Colline intere ricoperte di filari di viti  perfettamente allineati, che dopo la vendemmia, con l'approssimarsi della stagione fredda, assumono tinte inimmaginabili tra il giallo, il marrone e il rosso prima di staccarsi dai rami.... 


Qualche piega sul breve itinerario e in poco tempo sono sul posto, solitamente i miei giri sono più lunghi ma oggi curve e kilometri possono aspettare.... valeva veramente la pena parcheggiare la moto sul bordo dei campi e addentrarsi più volte a piedi tra i filari per cogliere ogni sfumatura, ogni venatura delle foglie, ogni gradazione di colore di quesro straordinario fenomeno naturale. 











Passeggiando tra i vigneti il tempo scorre veloce, aspetto volutamente che il sole inizi ad abbassarsi verso l'orizzonrte in modo da rendere, fra luce e controluce, le ombre più lunghe donando alla parte di paesaggio soleggiato colorazioni ancora più vivide. 


Un'ultima sosta, un'ultimo sguardo prima del rientro per godermi l'inizio del tramonto sulle colline e sulle vigne con quel bagliore diverso e insolito che solo in autunno la luce del crepuscolo sa regalare....


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GRAN SASSO D'AUTUNNO

Cercando l'infinito.....                                                  06 Ottobre 2020                                                                                                                                                                                                       

Chi cerca l'infinito non ha che da chiudere gli occhi oppure viaggiare senza accontentarsi dell'orizzonte ma seguendo la strada verso la sconfinata immensità.....

          

Oggi con Maurizio quella strada verso l'infinito l'abbiamo seguita e inseguita più volte per 500 km. prima verso il massiccio del Gran Sasso e poi sotto le cime di Campo Imperatore con lo sguardo che resta estasiato, dove man mano che si saliamo, in una giornata limpida come oggi si può ammirare quella linea dove cielo e terra si incontrano al limite della sconfinata immensità.....


Certo non ci siamo limitati soltanto alla contemplazione, quando è stato possibile abbiamo sfruttato il motore delle nostre moto come sulla salita del Passo delle Capannelle di recente riasfaltata piena di belle curve o sulla statale del Vasto verso Fonte Cerreto con Maurizio a fare l'andatura per prendere confidenza con la sua Ktm Adventure da poco acquistata. Oppure a goderci posti unici come il Castello di Rocca Calascio  situato su uno sperone di roccia a 1460 mt. di altitudine famoso per il film Ladyhawke, o i vicoli di Santo Stefano di Sessanio con l'antica Torre Medicea e ancora  la Chiesina di San Pietro della Jenca dedicata a Papa Wojtyla perchè qui si ritirava in preghiera durante le sue escursioni sul Gran Sasso. E perchè no agli arrosticini del Ristoro Mucciante a Fonte Vetica, acquistati e cotti sul posto dove abbiamo fatto sosta per lo spuntino, un must per i motociclisti anche oggi presenti in buon numero.
 

Grazie Gran Sasso con le tue cime Corno Grande, Corno Piccolo, Monte Camicia, Monte Prena, Pizzo Intermesoli, Monte Corvo per la giornata che ci hai regalato, per le sensazioni uniche che ci hai fatto vivere, per questa sana giornata di mototurismo trascorsa in amicizia, grazie perchè qui  abbiamo trovato l'infinito..... oltre l'orizzonte.


3° MEMORIAL OSCAR E MARINELLA

Un giorno, TRE ANNI..... una vita                    21 Settembre 2020

Passa il tempo, passa veloce la strada della vita, ma l'emozione di pensarVi, parlarVi, non si attenua e allora quale migliore cosa rendere il mio tempo emozionante e travolgente in un mix di lacrime e dolore nel ricordo di Voi AMICI che di strada della vita, purtroppo, ne avete avuta troppo poca da percorrere......  Fortunatamente quelli che amiamo non se ne vanno, ci camminano accanto ogni giorno, invisibili, ma sempre vicini, sempre amati oggi ancora di più nel terzo anniversario del tragico evento.                                                                                                                                                                                                                                                                  

Con altri motociclisti che Vi conoscevano ci siamo ritrovati davanti a quella Croce posta al lato della strada sul luogo dove insieme siete volati in cielo per tributarVi il nostro ricordo, la nostra vicinanza, le mie lacrime.... Mentre elaboro questi pensieri, depongo dei fiori davanti alla Croce a testimonianza del bene senza confini nei Vostri confronti. Intanto Don Aldo Sacerdote e motociclista di Città della Pieve, che officia la Cerimonia, ha parlato della Vostra passione per la moto e che quel giorno non Vi siete fermati quì ma avete soltanto imboccato un'altra strada quella verso la Luce Infinita, poi benedicendoci in Vostra memoria ci ha fatto sentire tutti più uniti e vicini.  

Un'altra giornata è trascorsa, un'altra pagina è stata scritta condividendo la stessa passione, la stessa emozione nel nome della nostra AMICIZIA che va oltre la vita e soprattutto  oltre la morte....   


 Ciao Oscar, Ciao Marinella, Vi voglio bene.... 
 Alla prossima.....   
"Non muoiono mai coloro che porti nel cuore"

MOTO CLUB "CITTA' DI ASSISI"

Nozze d'argento per il nostro sodalizio         4/6 Settembre 2020 

Abbiamo festeggiato i 25 anni del “Motorally sulle Vie Francescane”, la nostra manifestazione principale, con la partecipazione di oltre 100 motociclisti provenienti da tutta Italia nel rispetto delle norme “Anti Covid” previste dalle autorità competenti. 


L’accoglienza è avvenuta, il venerdì pomeriggio, nel magnifico scenario del piazzale della Rocca Maggiore dove i partecipanti hanno sbrigato le pratiche per l’iscrizione terminando poi la giornata con la visita della Basilica di San Francesco e la rituale cena.                                               
Il sabato era la giornata clou, la giornata della gara con controlli a tempo e timbri di passaggio, quest’anno cose vietate dalle norme in vigore per il Covid.


Non ci siamo scoraggiati e, reciclandoci, abbiamo creato percorsi che individualmente hanno portato i partecipanti a visitare gli Eremi simbolo del Francescanesimo della provincia di Rieti. Prima quello di Greccio dove San Francesco la notte di Natale del 1223 istituì la tradizione del presepe e poi la Foresta con visita al Sacro Speco. Il pomeriggio è stato dedicato più alla guida della moto transitando sulla meravigliosa strada del Valico di Sella di Leonessa davanti al Monte Terminillo prima del rientro. La cena di gala all’Hotel Giotto di Assisi con aperitivo servito in terrazza davanti ad un sontuoso tramonto ha chiuso la giornata.



È domenica, è il giorno di chiusura della manifestazione ma prima ancora un giro in moto verso Nocera Umbra dove, come ogni anno, si stava svolgendo la manifestazione della “Cavalcata di Satriano” che rievoca gli ultimi istanti della vita del Santo riportato da Nocera ad Assisi in punto di morte dai Cavalieri.
Durante il pranzo di commiato premi di presenza per tutti con soddisfazione dei partecipanti


e gratificazione per noi organizzatori per la testardaggine nell'avere voluto comunque realizzare l'evento nonostante le difficoltà con l'auspicio di reincontrarci il prossimo anno senza alcuna restrizione.

MOTO CLUB "CITTA' DI ASSISI"

Dolomiti Tour 2020                                                                 27/30 Agosto 2020    

Protagonisti: Antonio, Armando, Claudio, Daniele, Fabrizio, Francesco, Giampaolo, Giancarlo, Gianni, Giuseppe, Lucio, Michele, Romualdo, Sergio, Stefano.

1000 kilometri di strade panoramiche con tante curve e tornanti, 15 moto, un pò di pioggia  e tanta allegria con un episodio trà il tragico e il comico che ha dell'incredibile.....                     


La compagnia è pronta, quattro giorni sono sufficienti per girare sulle strade di quelle meravigliose montagne che sono le Dolomiti. Iniziamo allora il tour più a est possibile salendo verso le sorgenti del Piave sotto il monte Peralba dove magicamente appare lo striscione del nostro Moto Club per una delle tante foto di rito. Curve a volontà verso il Passo di Monte Croce di Comelico e Misurina, poi il Giau, già il mitico Giau al cospetto del Nuvolau, il più bello della zona per tanti dei motociclisti che lo frequentano !!!!!


Arabba e in particolare l'Hotel Pordoi sono la base delle nostre escursioni. Partenza verso il nuvoloso passo Pordoi con massima attenzione per le nuvole basse, passaggio obbligato al lago di Carezza con la bellezza della montagna del Latemar che in esso si riflette ma con la morte nel cuore per l'immensa devastazione di alberi da parte del tifone di anni addietro. La salita verso il Passo Lavazè la ricorderemo per il perfetto asfalto da poco rifatto, qui tutti abbiamo sfruttato i cavalli delle nostre moto in contrapposizione con i tornanti strettissimi di Passo Manghen dove in molte occasioni è stato necessario inserire la prima marcia per percorrerli. La valle del Tesino e il Passo Brocon ci proiettano verso San Martino di Castrozza e il Passo Rolle, le nuvole si addensano sul Cimon della Pala montagna principe del gruppo delle Pale di San Martino ma nonostante tutto, in uno squarcio di sereno, allineamo le nostre moto fotografandole a testimonianza della nostra presenza. Evitiamo soste durante il passaggio sul passo Valles e sul lago di Alleghe per effetuarne più di una lungo il lago Fedaia e sul muro della diga sotto la Marmolada "La Regina delle Dolomiti" rientrando poi da Canazei e dal Passo Pordoi dove finalmente, con un cielo sereno, ammiriamo  tutto il massiccio con Piz Boè la punta più alta. 


Inizialmente oggi è la volta del Passo di Campolongo e del Valparola, da dove si gode una vista spettacolare sulla Varella e sulle Conturines, e del Passo Falzarego prima di scendere a Cortina. La nostra meta, come fa la maggior parte dei frequentatori delle Dolomiti, è il Lago di Braies. Parcheggiate le moto ci avviciniamo al lago, l'acqua è più alta del solito e cio rende ancora più bello il paesaggio con sullo sfondo la maestosità della Croda di Becco. Consumiamo un pasto veloce nei pressi del Passo delle Erbe per tuffarci poi verso Corvara e il Passo Gardena dove ci accoglie una fitta pioggerellina che diventa insistente sui Passi Sella e Pordoi che percorriamo con accurata attenzione prima del rientro.
      

E' il giorno del ritorno a casa, piove, ci organizziamo come meglio non si potrbbe con antipioggia e ogni cosa che ci può essere utile a combatterla nel lungo tragitto  che ci aspetta. Nel casco ho tutto il tempo per ripensare a ciò che era successo due giorni prima, a quell'episodio tragicomico che
 fa piangere prima e ridere poi che menzionavo all'inizio dell'articolo.... questi i fatti.
Ci schieriamo con le nostre moto sul muro della diga di Passo Fedaia per la fotografia di rito poi,  mentre gli altri stanno ripartendo, mi dilungo un attimo per una foto che un gentile signore di passaggio si offre di scattarmi.


Mentre riprendo il telefono una folata di vento più forte fa cadere il casco dalla sella in terra che  rotolando termina nel lago. Panico totale e sensazione di impotenza per il da farsi, fortunatamente il casco galleggia e non affonda. Chiamo al telefono gli amici, ridono nei loro bluetooth pensando ad uno scherzo poi capiscono la gravità e tornano indietro. Nel frattempo un solerte signore del bar del posto al quale avevo chiesto aiuto, che poi si qualificherà come una guida alpina, arriva con una corda e un gancio riuscendo, dopo diverso tempo e non senza fatica, a tirare su il casco. Sollievo mio e di tutto il gruppo poi,  all'arrivo in albergo, grandi risate, sfottò e battute durante il brindisi con prosecco offerto per scusarmi del disagio che avevo creato....



Dice il proverbio, tutto è bene ciò che finisce bene, come il casco recuperato dal lago, come le cene in compagnia, come i giri sulle strade Dolomitiche, come il rientro avvenuto con vento e pioggia battente, ma la cosa migliore di tutte è sicuramente l'amicizia che la moto riesce a cementare,  come in questa occasione, rendendola più forte ogni volta che condividiamo la nostra passione....

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ALPIRAID 2020 CON ANTONIO E GIANFRANCO

Dallo Stelvio al Grossglockner                      12/16 Luglio 2020     
"Alla ricerca dei ghiacciai"


Li abbiamo cercati, trovati, guardati, goduti, calpestati....  E' proprio vero i ghiacciai delle nostre Alpi si stanno impietosamente ritirando ma il loro fascino resta invariato per noi motociclisti che grazie a strade straordinariamente tortuose riusciamo  a raggiungerli a quote così elevate.















1° giorno:
Salendo verso il Passo del Tonale il primo ghiacciaio che incontriamo è quello del Presena sulle montagne tra Presanella e Adamello nel gruppo delle Alpi Retiche. Si può ammirare da poco prima del passo in avanti ma ancora meglio una volta giunti a Ponte di Legno, sulla salita per il Passo Gavia. Trà una curva e l'altra sulla strada strettissima che si inerpica sulla montagna riusciamo ad ammirarlo in tutta la sua ampiezza posto come è a 3069 mt. è considerato uno dei giganti delle Alpi.


Invece il ghiacciaio di Passo Gavia "la Sforzellina" che ci godiamo tra una moltitudine di motociclisti, ha ridotto di molto la sua grandezza ma merita la nostra attenzione visto che si può ammirare insieme al monumento con tanto di aquila dedicato al tenente Arnaldo Berni eroe della prima guerra mondiale caduto su queste montagne.



Arriviamo a Bormio che è ancora presto abbiamo il tempo per qualche altra curva, lo sfruttiamo per una visita alle Torri di Fraele poste nell'antichità a guardia della città e per i laghi di Cancano dove si specchia Cima Piazzi la montagna di Bormio.  

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2° giorno:
Tocca allo Stelvio, è mattina presto, siamo pressochè soli a goderci le curve verso la cima. In compagnia di un'aria pungente arriviamo ai 2760 metri del passo e senza esitazioni percorriamo qualche altro centinaio di metri verso il rifugio Tibet. Lo sguardo, da uno dei posti più famosi delle Alpi, spazia verso i ghiacciai dell'Ortles, del Cevedale e del Gran Zebrù.


Una stima dice che sono oltre 30 il più esteso dei quali è La Mare, pronti tutti a mostrarci i loro imponenti seracchi mentre, dopo una sosta rigenerante sul passo, scendiamo a velocità ridotta sui 48 tornanti verso Trafoi gustandoci la loro spettacolarità. 



Ci aspetta l'Austria, la direzione è Passo Resia che in breve raggiungiamo. La sosta è immancabile al campanile di Curon Venosta che sorge dal lago di Resia ma la nostra meta è un'altra, altri ghiacciai, altra salita una quarantina di km. dopo il confine verso i 2750 metri della Kaunertal Gletscherstrasse o strada degli stambecchi.


Qualche km. dopo Feichten dove paghiamo il pedaggio, una pietra a forma di ruminante con due corna vere di stambecco ci dice che ci siamo, allora su prima verso la diga di Ghepatsch, dove un grande cartello ci mostra tutta la regione montuosa delle Otzaler Alpen sul quale curiosamente si riflettono le nostre moto creando un effetto ottico spettacolare,

e poi tra incredibili laghetti, ruscelli e cascate fino al termine della strada a 2750 mt. sotto il ghiacciaio Weisseeferner ai piedi della montagna Weisseespitze una delle cime piu alte dell'Austria.














Antonio e Gianfranco come me soddisfatti confermano che per oggi può bastare cosi....


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3° giorno:
Lasciamo Landeck percorrendo ancora la via delle Otztaler Alpen una delle regioni più importanti delle Alpi Austriache e da Solden iniziamo a salire verso la zona dei ghiacciai. Pagato 10 euro di pedaggio in lontananza, curva dopo curva, il bianco della neve contrapposto all'azzurro del cielo si fa sempre più vicino fino alla porta del primo ghiacciaio il Rettenbach posto a 2675 mt. di altitudine. 

Ci accoglie un grande pianoro alla base del ghiacciaio dove, a causa dello scoglimento delle  nevi, si è formaro un piccolo laghetto con al centro blocchi di ghiaccio che galleggiano sulla superficie suscitando in noi un'incantevole sensazione unita al gran piacere di poter passeggiare sopra i ghiacci perenni con vista sulla propria moto.







E' il momento ora di sorprendere i miei compagni di viaggio.... Una galleria in salita lunga 1500 metri con temperatura interna di 3 gradi, scavata sotto i ghiacciai, ci porta ai 2829 metri di quello che è il punto asfaltato più alto delle Alpi, un posto dal nome bizzarro "Tunnelausgang" (uscita dal tunnel) posto a 2829 mt. di una suggestione incredibile con tanto di vista sul Ghiacciaio del Tiefenbach.


C'è da essere soddisfatti anche se l'intoppo è dietro l'angolo, una volta ridiscesi a Solden e imboccata la strada per il Passo del Rombo troviamo il passaggio sbarrato e un solerte personaggio che in tedesco continua a ripetere  "geschlossen, geschlossen". Nulla da fare, è caduta una frana, per qualche giorno la strada per il passo resterà chiusa.  Dopo un attimo di scoramento e di delusione per dover saltare un tratto fondamentale dell'itinerario la decisione è presa ci dirigiamo verso Insbruck e dal Passo del Brennero scendiamo a Vipiteno dove riprendiamo il tragitto preventivamente preparato verso Anterselva.

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4° giorno:
Pioverà? Non pioverà?.... Intanto ci godiamo la strada per Passo Staller con uno splendido sole ma il nostro obbietivo è lontano e alquanto desiderabile. Percorreremo la strada del Grossglockner dal lato nord, questo comporta prima il passaggio al Felbertauerntunnel, poi verso Zell am See e di li a poco a Bruck dove si imbocca la strada privata con pedaggio di 27 euro del Grossglckner lunga 47 km. e 36 tornanti che termina nel paese di Heiligenblut.



Affrontiamo il primo tratto ad andatura sostenuta fino al bivio per l'Edelweiss Spitze il punto più alto del tracciato a 2572 mt. ponendo molta attenzione sugli ultimi km. strettissimi e con fondo costituito da sampietrini. Tra questa sosta e la successiva nel punto panoramico denominato Fuscher Torl abbiamo la visione completa sulla catena degli Alti Tauri. Scendiamo ancora e lungo il percorso una stranezza ci colpisce, la neve e il ghiaccio sono diventati di colore rosa a causa dell'inquinamento. Siamo al pezzo forte dopo aver affrontato gli 8 km. dal bivio incredibilmente straordinari giungiamo alla terrazza Franz Josefs Hohe a 2369 mt. davanti al Grossglockner. Il ghiacciaio Pasterze che scende dalla montagna era il più esteso delle Alpi Orientali ben 14 km. ora si è ritirato di molto, è rimasta solo una stretta lingua dal fascino comunque unico.     



Come me anche Antonio e Gianfranco sono contenti di questo spettacolo su quello che in italiano è "Il Gran Campanaro" la montagna più alta dell'Austria 3798 mt.  e pazienza se le nuvole interdicono la totalità del panorama, fortunatamente la pioggia prevista è lontana.
















Usciamo dall'Austria con un ultimo pieno di benzina al prezzo di euro 1,10, se abbiamo pagato il pedaggio sulle strade alpine comunque meritato, sicuramente la benzina a basso costo ci ha rimborsato parte delle spese.


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5° giorno:
E' il giorno del rientro, oggi non ci saranno ghiacciai da cercare, da vedere, però da Dobbiaco abbiamo la possibilità di transitare su un tratto di strade Dolomitiche e scusate se è poco. Dal lago di Misurina a Cortina, dal Lago Ghedina al Passo Giau, da Forcella Staulanza a Longarone e poi giù autostrada fino a casa col pensiero delle curve e tornanti verso i ghiacciai che tante emozioni ci hanno regalato...... 
                      
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P.S. Un ringraziamento ad Antonio e Gianfranco per gli straordinari 5 giorni di moto trascorsi  in compagnia.




AMO LA MONTAGNA....    
Amo profondamente la Montagna, ne rispetto i tempi e i luoghi. Amo i ruscelli ed i laghi dei ghiacciai, ne invidio la purezza e la freschezza. Amo contare l'infinita sequenza dei tornanti, ne  assaporo l'armonia delle geometrie. Amo stare in quota sopra i 2000 metri, cercando le vette, meglio ancora se innevate. 
Le considero un'attrazione mentale, una continua ricerca d'incontro, cerco di andarci quando pochi ci vanno, cerco di restare il più possibile solo, contemplando la cosa più preziosa che offre la montagna, il silenzio.... Restando in silenzio.... Per ascoltare il silenzio.....
                                                                                  Romualdo (il lupo)